I prezzi del gas in Europa superano i 60 €/MWh a luglio mentre gli stoccaggi raggiungono il minimo degli ultimi anni
I prezzi del gas in Europa superano i 60 €/MWh a luglio mentre gli stoccaggi raggiungono il minimo degli ultimi anni
I prezzi del gas in Europa erano diminuiti dopo il rally di marzo che li aveva portati a 60 €/MWh. Ma a inizio agosto, lo Stretto di Hormuz non è ancora completamente aperto e non si intravede una soluzione al conflitto tra Stati Uniti e Iran a breve. A luglio, i prezzi sono tornati a salire: i prezzi di consegna in tutta Europa sono aumentati del 42% dal 1° luglio.
L’Europa entra nella seconda metà dell’estate con problemi di approvvigionamento persistenti e un consumo di gas per la produzione di energia superiore del 20% rispetto a un anno fa, in un contesto di ondate di caldo. I livelli di riempimento degli stoccaggi sono al 59%, il valore più basso per questo periodo dell’anno da oltre 15 anni. Con un obiettivo effettivo dell’80% di riempimento prima dell’inverno e una limitata volontà dei governi di intervenire, la seconda metà dell’estate rimarrà tesa. Per batterie e impianti rinnovabili, prezzi del gas più alti tendono ad aumentare i ricavi. Ma il tempismo è fondamentale: i prezzi schizzano in estate o in inverno?
Come si trasmettono i prezzi del gas ai ricavi delle batterie?
I Bankable Forecasts di Modo Energy modellano i ricavi futuri delle batterie europee e gli spread di prezzo in GB, Germania, Francia, Italia e Iberia, con i prezzi di gas e carbonio tra i fattori.
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- Il mercato del gas è sotto pressione: a luglio i prezzi sono tornati a salire fino a 60 €/MWh, a causa delle aspettative di una lenta risoluzione del conflitto USA-Iran che blocca lo Stretto di Hormuz. I guasti in Norvegia al campo Ormen Lange hanno fatto aumentare i prezzi di un ulteriore 10% il 10 agosto.
- Ora il rischio riguarda i tempi: riempire gli stoccaggi prima dell’inverno potrebbe rendere la seconda metà dell’estate molto tesa. Abbassare l’obiettivo e lasciare gli stoccaggi meno pieni espone l’inverno a rischi di interruzioni e picchi di prezzo.
- Gli stoccaggi UE erano al 59% l’8 agosto, il valore più basso per la data da oltre 15 anni e persino leggermente sotto il 2021 (60%), anno in cui Gazprom lasciò vuoti i siti tedeschi.
- La carenza di gas è fisica: la crisi di Hormuz ha portato a 36 TWh (17%) di gas in meno fisicamente disponibile per l’iniezione. Le esportazioni di GNL quest’estate sono scese di 68 TWh (25%) rispetto all’anno scorso, mentre la domanda è salita di 6 TWh (1,6%) per l’aumento dell’uso di gas nel settore elettrico dovuto alle ondate di caldo.
I prezzi del gas in Europa sono aumentati del 42% a luglio, mostrando quanto il mercato sia sensibile a nuovi shock
I prezzi del gas in Europa erano scesi a 40 €/MWh dopo il rally di marzo, spinti dalle notizie sulla possibile riapertura dello Stretto di Hormuz. Ma a luglio i prezzi sono aumentati nuovamente del 42% in un solo mese: i rinnovati scontri in Iran, con dichiarazioni sempre più ostili da entrambe le parti e nessun segnale di una prossima riapertura dello Stretto, hanno riportato i prezzi del gas sopra i 60 €/MWh.
Un forte movimento il 10 agosto mostra quanto il mercato sia teso: un guasto al campo norvegese Ormen Lange, pari a circa 100 GWh/giorno, è stato prolungato fino al 1° febbraio e i prezzi sono saliti di quasi il 10% a 60,80 €/MWh. In altri anni, un guasto simile avrebbe avuto un impatto minimo. Ma ora l’Europa dovrà reperire altre 11 navi di GNL entro febbraio. Nell’attuale mercato, assicurarsi carichi aggiuntivi richiede di offrire prezzi più alti rispetto ai compratori asiatici, in una potenziale lotta per le forniture.
La curva forward dei prezzi del gas mostra un sollievo nel 2027, con il breve termine al massimo della curva
Il mercato non crede che la tensione durerà per sempre – ma le interruzioni di fornitura avranno impatto sull’Europa almeno fino alla fine del prossimo inverno. La curva forward resta inclinata verso il basso nei prossimi quattro anni, nonostante il rally abbia alzato il valore del front. Una nuova ondata di capacità di liquefazione USA è già in costruzione, compensando le preoccupazioni legate a Hormuz. Gli scambi per il 2028 sono vicino ai 30 €/MWh, circa la metà del front.
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