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1 hour ago

Dentro le Summer Sessions '26

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Dentro le Summer Sessions '26

Giovedì scorso, oltre 800 persone provenienti dal settore delle batterie e delle energie rinnovabili si sono riunite al Protein Studios di Shoreditch per la prima edizione delle Summer Sessions di Modo Energy. Le richieste di partecipazione sono state quasi il doppio.

Nel corso del pomeriggio, nove relatori hanno condiviso la loro visione onesta su dove sta andando il mercato. Clicca su un nome per le slide, o sul titolo di un intervento per il video completo:


Il pomeriggio si è svolto su una sola traccia: otto interventi e una chiacchierata informale, poi una serata con gran parte del mercato europeo dello storage riunita in un’unica sala. Al Ko Bar, i partecipanti hanno potuto mettere all’opera l’analista AI di Modo Energy sulle proprie domande. A ogni relatore è stata posta la stessa domanda: dove sta andando davvero il mercato?

Ecco cosa hanno risposto.

1. Una transizione in fast-forward

Il mondo sta vivendo il secondo shock da combustibili fossili in quattro anni e, per la prima volta, si è rivolto a nuove tecnologie invece che alle vecchie. Il keynote speaker Michael Liebreich, fondatore di New Energy Finance e tra i primi investitori in Modo Energy, l’ha definita la Grande Accelerazione dell’Energia Pulita, con una seconda ondata già in corso.

Guarda l’intervento completo di Michael qui.

La prova è nei ritmi di sviluppo. Circa il 90% di quanto viene aggiunto alle reti mondiali oggi è eolico o solare, ognuna delle quali genera più elettricità del nucleare. Secondo Liebreich, le batterie sono ora al punto di svolta raggiunto da eolico e solare intorno al 2015. Tuttavia, sottolinea che la Cina guida l’intera filiera dell’energia pulita. E nonostante le richieste per 400 GW di data center AI in Texas, Liebreich dubita che la maggior parte verrà realizzata.

"Il dominio della Cina non riguarda solo solare e batterie, né solo le materie prime critiche, ma l’intera filiera dell’energia pulita."
  • Michael Liebreich, Liebreich Associates

2. Gran Bretagna: il gas si disaccoppia

Per la prima volta, i prezzi dell’energia elettrica in Gran Bretagna si stanno disaccoppiando dal gas. Nel 2026, saranno eolico e solare a determinare il prezzo medio per il 20% dei giorni – a livelli più bassi. Ma ciò comporta un costo per lo storage a batterie, ed è il paradosso al centro del mercato britannico. Robyn Lucas, responsabile del team GB di Modo Energy, ci accompagna nell’analisi:

Guarda l’intervento completo di Robyn qui.

Le batterie si stanno auto-cannibalizzando. Più aumentano sul sistema, più si riducono gli spread di prezzo dell’energia. Nel febbraio 2022 in Gran Bretagna erano installati 1,3 GW, cifra che dovrebbe superare i 7 GW nel 2026, sostituendo il gas costoso e facendo risparmiare ai consumatori 188 milioni di sterline dal dicembre 2025. Il prezzo? Ricavi compressi. La batteria media da due ore ha guadagnato circa £68.000/MW/anno sull’indice Modo Energy negli ultimi 18 mesi, ben al di sotto dei livelli previsti dagli operatori quando la flotta era più piccola: per questo ora il mercato introduce floor, toll e swap.

"Stiamo disaccoppiando i prezzi dell’energia dal gas – e in quei giorni sono eolico e solare a determinare il prezzo. Ed è più economico."
  • Robyn Lucas, Modo Energy

​3. L’80% della transizione energetica è la parte facile

Ed Porter, Direttore EMEA & APAC di Modo Energy, ha offerto una visione globale. Il solare a basso costo (in Spagna i prezzi arrivano a €0/MWh per sei o sette ore al giorno) e le batterie che offrono flessibilità verso l’alto a costi inferiori rispetto al gas permettono già di completare circa l’80% del lavoro e di eliminare gran parte del gas dal sistema.

La questione più difficile è quel 20% brutale: la Dunkelflaute, le due settimane senza vento né sole che arrivano ogni cinque anni. Le batterie coprono il picco di gigawatt, ma non possono colmare un gap energetico di 10-15 terawattora. Il punto di Porter è che forse non vale la pena inseguire l’ultimo 20%. Costa troppo, e il sistema elettrico potrebbe avere più impatto aiutando ogni altro settore a elettrificarsi più velocemente.

Guarda l’intervento completo di Ed qui.
"Il nostro compito è eliminare le ultime tonnellate di emissioni dal settore elettrico, o lasciar fare al sistema elettrico per accelerare tutti gli altri settori?"
  • Ed Porter, Modo Energy

4. Germania: gli ingredienti giusti, le batterie mancanti

La Germania dovrebbe essere in pieno boom. Eppure non lo è. Ha 120 GW di solare, cinque volte la Gran Bretagna, e un sistema così carente di flessibilità che il 1° maggio il prezzo spot quasi non si è formato a -500 €/MWh, per poi schizzare a 846 €/MWh la sera. Eppure conta solo 3 GW di storage su larga scala, come la Gran Bretagna sette anni fa.

Guarda l’intervento completo di Till qui.

La diagnosi di Till Stehr: incertezza. Anni di dibattiti regolatori, condizioni restrittive di connessione alla rete e un decennio passato a regolamentare per un’economia dell’idrogeno che ancora nessuno usa. Lo scenario sta migliorando: tariffe di rete dinamiche pagherebbero le batterie per caricarsi nelle regioni inondate dal solare, e le simulazioni di Modo Energy indicano un IRR del 14% per un asset avviato nel 2030.

"Dobbiamo passare da tre gigawatt a 60. Resta solo da costruire 57 GW di batterie."
  • Till Stehr, Modo Energy

5. Costruire o comprare: quanto della filiera dovresti possedere?

Due operatori hanno dato risposte opposte alla stessa domanda. Stuart Jackson, CFO e co-fondatore di Octopus Energy (attiva in circa 25 paesi, con 12 milioni di clienti e un portafoglio di investimenti da 8 miliardi di dollari), ha sostenuto che non serve possedere la generazione. La stabilità può essere acquistata in modo sintetico e contrattuale, quindi non vale la pena immobilizzare capitale.

"Non mi è ancora chiaro che sia necessario possederla. Si può fare praticamente tutto ciò che serve in modo sintetico e contrattuale."
  • Stuart Jackson, Octopus Energy
Guarda la chiacchierata completa tra Quentin e Stuart qui.

Amit Gudka, CEO e fondatore di Field, ha scelto la strada opposta. Field è verticalmente integrata: sviluppa, costruisce, gestisce e ottimizza internamente in quattro mercati, per catturare i feedback tra ogni livello. La sua lezione: convinzione più che consenso. Quando un mercato diventa ovvio, è già troppo tardi.

Guarda l’intervento completo di Amit qui.
"Se aspetti che un mercato sia ovvio per entrarci, spesso sei già in ritardo. Bisogna agire anche quando è un po’ scomodo, prima degli altri."
  • Amit Gudka, Field

Possederlo o contrattualizzarlo, costruirlo o comprarlo: due strategie opposte ma credibili per lo stesso mercato, e un promemoria che non c’è ancora una risposta definitiva.

6. I rischi che non vengono valutati

Rimshah Javed, senior originator di Danske Commodities, ha fornito il punto di vista di un offtaker sul tolling. Gli accordi che falliscono lo fanno spesso per rischi non valutati all’inizio, ritardi e disponibilità. La soluzione? Strutturare incentivi invece di semplici penali, su contratti che possono durare 10 o 15 anni.

"Un contratto di toll richiede un anno per essere negoziato, ma può andare storto in un giorno."
  • Rimshah Javed, Danske Commodities
Guarda l’intervento completo di Rimshah qui.

Il Dr. Kai-Philipp Kairies, CEO di ACCURE Battery Intelligence, è andato all’interno della batteria. Per quasi tutta la giornata una batteria è stata vista come un contenitore di elettroni. Lui invece ha chiesto cosa succede davvero sul lato DC: le batterie spesso sbagliano la stima del proprio stato di carica, anche del 10% sulle celle LFP, e questa incertezza erode silenziosamente i ricavi.

"Ottenere il 5% in più dallo stesso asset significa che hai pagato il 5% in più di CapEx – e un team acquisti potrebbe essere licenziato per questo."
  • Dr. Kai-Philipp Kairies, ACCURE Battery Intelligence
Guarda l’intervento completo del Dr. Kai-Philipp qui.

7. La fine dell’era delle consulenze

Quentin Scrimshire ha concluso con l’argomento verso cui la giornata era andata a convergere. Per due decenni il settore si è basato sulle società di consulenza: modelli black-box, PDF, cicli lunghi, costi elevati. Modo Energy ha automatizzato e standardizzato quel lavoro, ma si trattava di migliorare il modello, non di sostituirlo. Ora, secondo lui, il modello stesso è superato. Il prossimo capitolo sarà l’era dell’energy analytics agentica.

Guarda l’intervento completo di Quentin qui.

Gli analisti spendono forse l’80% del tempo a raccogliere dati e ricostruire report per il board, e solo il 20% sull’analisi che fa la differenza. Ko è stato creato per invertire questa proporzione: prende un compito, lo pianifica, genera la previsione, verifica il proprio lavoro e restituisce qualcosa che l’analista può interrogare. Tre mesi dopo il lancio, un quarto dei 30.000 utenti Terminal di Modo Energy è attivo settimanalmente su Ko e un quinto lo usa ogni giorno. Internamente, ora gli analisti dedicano oltre metà del tempo ad addestrarlo. Per chiudere, Scrimshire ha eliminato ogni limite d’uso di Ko per tutti i clienti paganti per un mese.

"L’era delle consulenze è finita. È finita per noi, ma pensiamo anche per il mercato – perché ora la tecnologia ci permette di fare molto di più per i nostri clienti."
  • Quentin Scrimshire, Modo Energy

Cosa ha segnalato la giornata

Il segnale più chiaro è stato chi era in sala: sviluppatori, ottimizzatori, trader, investitori, banche, utility e controparti, gran parte del mercato che finanzia e gestisce lo storage europeo, riuniti per un pomeriggio.

Questo è il filo conduttore degli interventi e di Ko stesso. Con la maturazione del mercato, il vantaggio passa da chi raccoglie i dati a chi riesce ad agire più velocemente. Le richieste di partecipazione sono state quasi il doppio dei posti disponibili, motivo più che valido per aspettarsi una seconda edizione delle Summer Sessions.

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