Tariffe di rete tedesche: il regolatore presenta uno scenario quasi ottimale per i BESS
Tariffe di rete tedesche: il regolatore presenta uno scenario quasi ottimale per i BESS
La lunga incertezza della Germania sulle tariffe di rete si sta finalmente dissipando. Il 27 maggio 2026, il regolatore BNetzA ha pubblicato le sue opinioni preliminari sulla revisione totale delle tariffe di rete, il quadro Allgemeine Netzentgeltsystematik Strom (AgNes). Il regolatore ha confermato cinque scelte di progettazione principali che, insieme, rappresentano uno scenario quasi ottimale per lo stoccaggio di energia a batteria.
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In sintesi: una tariffa di capacità di €4–7k/MW/anno senza componente energetica, forte tutela per i progetti avviati prima del 2029 e un modello dinamico che BNetzA prevede sia positivo per lo storage. Il quadro definitivo è atteso entro la fine del 2026.
Questo è il quarto articolo della serie di Modo Energy sulle tariffe di rete tedesche:
- Cosa ha proposto il regolatore come meccanismo
- Come le tariffe di finanziamento possono influenzare il business case
- Dove le batterie vincono o perdono con la tariffazione dinamica
- Cosa significa l’ultimo aggiornamento BNetzA per batterie e investitori
Per domande o ulteriori informazioni su questo tema, contattare till@modoenergy.com
Punti chiave
- Tariffe di capacità confermate a €4–7k/MW/anno, circa il 10% delle tariffe di capacità residenziali, senza componente energetica. Le simulazioni di Modo Energy di aprile 2026 mostrano che anche nel caso peggiore (€7k/MW/anno) l’impatto è di circa 0,5 punti percentuali di IRR per un asset da quattro ore con COD nel 2030.
- La tutela dei progetti esistenti è forte e ben definita. La FID prima della decisione finale AgNes garantisce 20 anni di protezione dalla data di entrata in funzione. Le FID sospese dall’inizio del 2026 possono ripartire subito.
- Le tariffe dinamiche sono escluse dalla tutela, ma BNetzA e studi indipendenti confermano che saranno positive per lo storage.
- Le tariffe per i generatori di €4–7k/MW/anno si applicano a tutta la generazione sopra 30 kW dal 2029. I progetti EEG possono recuperare tramite offerte d’asta più alte. I progetti PPA avranno maggiori difficoltà a trasferire il costo, rischiando un rallentamento del solare.
- BNetzA si impegna a creare quadri migliori per accordi di connessione flessibile (FCA) e tariffe di connessione (BKZ) dal 2027, affrontando la doppia imposizione tra tariffe dinamiche e vincoli operativi.
Tariffe di capacità basse e nessun costo basato sull’energia
Il regolatore ha nuovamente confermato che l’esenzione totale dalle tariffe di rete per i BESS terminerà sicuramente nel 2029. Ma la nuova tariffa risultante è lontana dallo scenario peggiore. Dal 2029 in poi, i BESS pagheranno una tariffa di capacità basata sul finanziamento di €4–7k/MW/anno, senza componente energetica. Un esempio di calcolo di BNetzA pone la media mobile a cinque anni tra €5.38–5.65k/MW/anno.
Si tratta di circa il 10% di quanto pagano i clienti residenziali per le tariffe di capacità. La tariffa copre solo una parte dei costi di rete, quella attribuibile ad asset come i BESS, non l’intera infrastruttura.
A €4-7k/MW/anno, la tariffa è ben al di sotto delle soglie che renderebbero non sostenibili i progetti BESS nella maggior parte degli scenari. Non è zero, ma è gestibile: le simulazioni di Modo Energy di aprile 2026 mostrano che anche nel caso peggiore (€7k/MW/anno) l’impatto è di circa 0,5 punti percentuali di IRR per un asset da quattro ore con COD nel 2030.
La questione progettuale più importante era sempre tra capacità ed energia. Le tariffe basate sull’energia agiscono come una tassa su ogni ciclo, aumentando il margine minimo necessario per la redditività. Le precedenti simulazioni di Modo Energy hanno mostrato che una tariffa energetica base di €66,50/MWh riduce di 4 punti percentuali l’IRR ventennale di una batteria senza vincoli. Le tariffe energetiche distorcono anche direttamente le operazioni: gli ottimizzatori saltano ogni ciclo che non supera il margine minimo richiesto, riducendo il numero di cicli annuali in modo non lineare. Questo porta a flessibilità inutilizzata semplicemente per una scelta di design di mercato – evitata ora scegliendo solo tariffe basate sulla capacità.
Tutela confermata: le FID possono riprendere subito
La pipeline dei BESS in Germania si è fermata all’inizio del 2026, quando BNetzA ha minacciato di introdurre tariffe di rete anche per gli asset già operativi. Gli investitori si sono rifiutati di impegnare le FID senza certezze sul regime tariffario che avrebbe governato 20 anni di attività.
L’annuncio di oggi mette fine a questa incertezza. BNetzA ha confermato la piena tutela per i progetti che rispettano due condizioni: entrata in esercizio prima del 4 agosto 2029 e FID prima della decisione finale AgNes a fine 2026. La protezione dura 20 anni dalla messa in servizio, modellata esplicitamente sul quadro §118 Abs. 6 EnWG che regola l’attuale esenzione per i BESS.
La FID è definita in modo preciso: ordini vincolanti pari ad almeno il 50% dell’investimento totale, irrevocabili senza perdita finanziaria significativa, più un impegno vincolante di connessione alla rete. I progetti speculativi senza investimenti impegnati non sono protetti.
La conseguenza pratica è immediata: gli sviluppatori possono ora modellare e finanziare un business case protetto per 20 anni. Con la decisione finale AgNes attesa entro inizio 2027, la finestra per le FID ammesse è di circa sei mesi. È ora possibile una corsa alle FID, anche se le tariffe di rete moderate rendono sostenibile anche un lieve ritardo.
Le tariffe dinamiche arriveranno e BNetzA prevede che saranno vantaggiose per i BESS
BNetzA ha escluso le tariffe dinamiche dalla tutela. I progetti protetti dovranno comunque applicarle quando necessario. La motivazione è semplice: le tariffe dinamiche dovrebbero favorire i BESS, non penalizzarli.
BNetzA cita studi indipendenti che confermano un risultato positivo per lo storage in quasi tutte le regioni, . Escludere una fonte di ricavi dalla tutela è una scelta logica, non dannosa.
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