La domanda dei data centre invertirà l’eccesso di certificati verdi in tempo per i REGOs?
La domanda dei data centre invertirà l’eccesso di certificati verdi in tempo per i REGOs?
I data centre dovranno sostenere o fornire la propria energia pulita secondo le proposte del Governo federale. Un elemento chiave del meccanismo prevede che i nuovi data centre debbano consegnare i certificati Renewable Energy Guarantee of Origin (REGOs). Questo apre la possibilità di valorizzare i certificati verdi dopo la scadenza del Large Scale Renewable Energy Target (LRET) nel 2031.
I REGOs sono stati introdotti nel novembre 2025, ma le prime registrazioni e certificazioni sono state lente. Senza un obbligo di consegna e con i Large Scale Generation Certificates (LGCs) attivi fino alla fine del 2030, finora sono stati certificati solo 19 MWh di REGOs, con una capacità registrata di 550 MW.
I REGOs permettono agli acquirenti di identificare quando è stata generata l’energia rinnovabile, oltre alle informazioni sull’impianto e sulla localizzazione già tracciabili tramite gli LGCs. L'AEMC raccomanda che i requisiti per i data centre si concentrino su nuovi certificati abbinati temporalmente, sollevando l’interesse su come la domanda futura possa invertire l’attuale eccesso di offerta.
Questo articolo spiega le prospettive per i prezzi generici di LGC e REGO e come le proposte AEMC potrebbero creare un mercato premium per certificati da nuovi impianti supportati da sistemi di accumulo.
Sintesi
- I certificati generici affrontano un crescente surplus di offerta. Si prevede che la generazione idonea cresca di 50 milioni di certificati entro il 2031, mentre la domanda obbligatoria calerà di 31 milioni.
- La domanda prevista dai nuovi data centre è di 21 milioni di certificati entro il 2035, probabilmente insufficiente ad assorbire il surplus.
- I futures LGC sono quotati a 6-7 $/MWh fino al 2030 con ulteriore pressione al ribasso per il passaggio ai REGOs nel 2031.
- Le attuali proposte AEMC puntano a creare un mercato differenziato per certificati premium da nuovi progetti abbinati temporalmente.
È improbabile che i data centre riducano il surplus di certificati generici
Le sole obbligazioni sui data centre difficilmente saranno sufficienti a risolvere lo squilibrio tra offerta e ritiro, che invece rischia di peggiorare con il passaggio ai REGOs. I nuovi data centre porteranno una domanda aggiuntiva di 21 TWh (equivalente a milioni di certificati MWh) entro il 2035, ma si tratta di una quota relativamente piccola rispetto allo squilibrio previsto tra emissioni e ritiri.
La fine del Large-Scale Renewable Energy Target (LRET) nel 2030 ridurrà la consegna obbligatoria di certificati rinnovabili di 30 milioni all’anno (equivalente a TWh), mentre la crescita delle rinnovabili continuerà ad aumentare l’offerta idonea. Inoltre, 12 TWh di generazione diventeranno idonei a emettere REGOs, precedentemente limitati dal baseline LGC.
La velocità di crescita dei certificati volontari resta l’incognita principale. La domanda volontaria è cresciuta negli ultimi due anni, soprattutto grazie al calo dei prezzi, ma non abbastanza rapidamente da assorbire i nuovi volumi rinnovabili.
I prezzi dei certificati generici probabilmente resteranno bassi
I prezzi degli LGC sono diminuiti poiché l’offerta di certificati idonei ha superato la consegna. Nel 2021/22 le emissioni erano quasi pari ai ritiri, con una differenza di 1,7 milioni di certificati. I prezzi degli LGC sono crollati quando il divario è cresciuto fino a 9 TWh nel 2025.
Supponendo che la domanda volontaria resti costante, il surplus annuale dovrebbe aumentare fino al 2030. Questo crescerà ulteriormente quando i ritiri guidati dal LRET termineranno nel 2031 e la generazione preesistente potrà emettere certificati.
Le previsioni di Modo Energy per i prezzi LGC seguono i futures pubblicati dal Clean Energy Regulator, tra 6 e 7 dollari per MWh fino al 2030. Dopo questa data, il prezzo previsto per i REGO generici scende a 1 dollaro per MWh, con la domanda volontaria a fare da base al prezzo minimo.
I requisiti per i data centre potrebbero valorizzare i certificati abbinati temporalmente da nuovi progetti
L’obbligo proposto dall’AEMC per i data centre creerebbe domanda per una fascia più ristretta di certificati REGO, che potrebbero ottenere un premio di prezzo. Le regole di ammissibilità stabiliscono quali progetti possono soddisfare la domanda dei data centre. Le regole di abbinamento temporale determinano se i certificati relativi a ore scarse valgano di più.
Un premio è possibile anche se il mercato REGO più ampio resta in eccesso di offerta. La sua entità dipenderà dalle regole definitive e dal fatto che anche gli acquirenti volontari preferiscano certificati differenziati. Le raccomandazioni dell’AEMC sono ancora soggette a ulteriori sviluppi.
Come i regolatori definiranno i progetti “nuovi” determinerà chi ne beneficerà
Le consultazioni attuali suggeriscono che i certificati “nuovi” dovrebbero dipendere dalla data di costruzione dei progetti, non dalla prova di dipendenza dagli investimenti dei data centre. Un’opzione includerebbe i progetti che non hanno raggiunto la chiusura finanziaria quando le regole entreranno in vigore, anche se già titolari di un contratto Capacity Investment Scheme.
L’obbligo si applicherebbe ai data centre collegati dopo l’entrata in vigore della legislazione e la definizione delle regole, potenzialmente dal 2028. Per testare una platea più ristretta, il grafico sottostante considera l’offerta rinnovabile e la domanda dei data centre aggiunte dopo il 2027.
Un surplus tra l’offerta rinnovabile idonea e la domanda dei data centre rimane anche in questa platea ristretta di progetti, limitando la possibilità di un premio di prezzo basato solo sull’età del progetto. Tuttavia, escludere 108 TWh di rinnovabili pre-2028 offre un sostegno direzionale ai prezzi. Il mercato avrebbe così bisogno di meno domanda volontaria per raggiungere l’equilibrio.
Lo scenario centrale prevede 73 TWh di rinnovabili idonee entro il 2035 contro 19 TWh di nuova domanda dai data centre. Nello scenario di basso sviluppo, l’offerta supera la domanda solo del 5–11% nel 2030–32. Questo è l’unico scenario in cui i soli data centre potrebbero creare tensione per i certificati rinnovabili generici.
L’abbinamento temporale crea valore condizionale per lo storage
I REGOs riportano di default un timestamp orario, anche se gli emittenti possono scegliere periodi più lunghi. Le regole di abbinamento dell’obbligo dei data centre, e la direzione della domanda volontaria, determineranno se i certificati per i periodi scarsi avranno un premio.
L’attuale proposta AEMC valorizza lo storage abbinando la domanda dei data centre su tre fasce orarie: punta, fuori punta e intermedia. Lo storage consente ai progetti di ritirare certificati fuori punta e produrre invece certificati di maggior valore nelle ore di punta. I progetti ibridi possono generare REGOs per l’energia rinnovabile fornita direttamente alla batteria.
Le analisi sui volumi indicano un potenziale vantaggio per nuovi progetti o portafogli supportati da storage, anche se le proposte non sono ancora abbastanza definite per trarre conclusioni certe sui prezzi. Prezzi bassi sono invece probabili per gli altri progetti.
Cosa osservare da qui in avanti
Tre fattori determineranno se e quali certificati otterranno un premio:
- L’idoneità dei progetti stabilirà quanti generatori potranno soddisfare la domanda dei data centre.
- Le regole di abbinamento temporale determineranno se i certificati delle ore scarse avranno prezzi più alti.
- La domanda volontaria stabilirà se gli acquirenti si contenderanno i certificati idonei oltre l’obbligo dei data centre.
Le proposte non sono ancora abbastanza dettagliate per stabilire con certezza il valore di tale premio.





